Cancro professionale: fattori di rischio

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I primi risultati dell’Indagine sull’Esposizione dei lavoratori nell’Unione europea.

Il 4 febbraio scorso si è celebrata le giornata contro il cancro, promossa dalla Union for international cancer control. L’Agenzia europea per la salute e la sicurezza sul lavoro ha collaborato alle iniziative, dedicate ad azioni di sensibilizzazione e di prevenzione, rendendo disponibili i dati di un’ampia indagine [1] condotta sui lavoratori in sei Stati membri dell’Unione: Germania, Irlanda, Spagna, Francia, Ungheria e Finlandia.

Questa prima relazione offre i risultati iniziali dell’Indagine (Wes) cui faranno seguito ulteriori approfondimenti.

L’Indagine stima la probabile esposizione dei lavoratori durante l’ultima settimana lavorativa a 24 noti fattori di rischio per il cancro, tra cui sostanze chimiche industriali, sostanze e miscele generate dal processo e fattori di rischio fisici. Molti di questi fattori di rischio sono affrontati nella legislazione europea sulla protezione dei lavoratori. È necessario tuttavia integrare lo studio con altre fonti di dati, come le misurazioni sul posto di lavoro, e fornire informazioni sui lavoratori esposti e sulle circostanze più frequenti di esposizione, per consentire una migliore prevenzione nei luoghi di lavoro.
I risultati WES forniranno ulteriori dati preziosi nel contesto di future proposte di modifica alla direttiva sulle sostanze cancerogene, mutagene o tossiche per la riproduzione sul posto di lavoro e contribuiranno così alla lotta contro il cancro correlato al lavoro.

Le esposizioni più comuni

Le esposizioni professionali più frequenti, valutate tra i 24 fattori di rischio per il cancro considerati nell’indagine, sono state:

  • radiazioni solari ultraviolette (UV)
  • emissioni di scarico dei motori diesel
  • benzene
  • silice cristallina respirabile (RCS)
  • formaldeide
  • cromo esavalente
  • piombo e suoi composti inorganici
  • polvere di legno.

RCS, emissioni di scarico dei motori diesel e polvere di legno spiccano con percentuali più elevate di lavoratori probabilmente esposti a questi fattori di rischio a un livello elevato.

Considerati in percentuale su tutti i lavoratori coinvolti nell’Indagine la maggior parte dei lavoratori non è stata esposta, nell’ultima settimana lavorativa, a nessuno dei 24 fattori di rischio per il cancro considerati (52,6%), un numero considerevole tuttavia, il 21,2%, è stato valutato come esposto a uno di essi, mentre l’1,9% è stato esposto a più di cinque fattori di rischio. Tra i lavoratori esposti a un fattore di rischio per il cancro, il 14% lavorava in attività manifatturiere, il 14% nel commercio all’ingrosso e al dettaglio e il 13% in attività di assistenza sanitaria e sociale.

Le esposizioni multiple

Una condizione di esposizione, nei confronti della quale i risultati dell’indagine evidenziano la necessità di porre particolare attenzione, è quella delle esposizioni multiple in quanto richiedono azioni coordinate.

I tipi di esposizioni multiple più frequenti sono:

  • scarico di motore diesel e radiazioni solari UV
  • scarico di motore diesel e benzene
  • benzene e radiazioni solari UV
  • RCS e radiazioni UV solari
  • scarico di motore diesel, benzene e radiazioni solari UV
  • RCS e scarico diesel
  • RCS, scarico motore diesel e raggi UV solari
  • Formaldeide e benzene

L’indagine evidenzia quindi che

l’esposizione combinata a fattori di rischio sia chimici (comprese sostanze e miscele generate dai processi) sia fisici possono giustificare misure di prevenzione molto diverse a livello di luogo di lavoro.
La protezione dall’esposizione ai raggi UV del sole, ad esempio, richiede misure molto diverse dalla prevenzione dell’esposizione alle emissioni di scarico dei motori diesel.

Tra i lavoratori esposti oltre il 60% ha avuto esposizioni multiple in particolare nelle attività:

  • estrattive e di cava
  • di costruzione

L’esposizione multipla si è complessivamente verificata in 10 delle 50 categorie di lavoro oggetto dell’indagine:

  1. minatori e cavatori
  2. lavoratori di stazioni di servizio e di benzina
  3. lavoratori di costruzione e manutenzione stradali
  4. lavoratori dell’industria della tappezzeria
  5. lavoratori forestali e del legno
  6. saldatori e caldaisti
  7. vigili del fuoco
  8. autisti e lavoratori dei trasporti
  9. lavoratori dell’industria della gomma
  10. lavoratori dell’industria della plastica. 

Per quanto riguarda la dimensione aziendale l’indagine evidenzia che i lavoratori in una micro o piccola impresa (meno di 50 dipendenti) hanno 1,3 % di probabilità in più di essere esposti a uno o più fattori di rischio per il cancro rispetto ai lavoratori di imprese medie o grandi.

Per quanto riguarda il tempo di lavoro: i lavoratori part-time (meno di 30 ore alla settimana) hanno avuto meno esposizioni multiple rispetto alla media, mentre la percentuale di lavoratori con probabili esposizioni multiple aumenta considerevolmente per coloro che lavoravano più di 50 ore alla settimana.

Profilo dei lavoratori intervistati

In totale 24.402 intervistati hanno risposto alle domande del sondaggio.

Età pari o superiore a 15 anni.

Il 62% uomini e il 38% donne.

La maggior parte degli intervistati è nata nel paese in cui è stata intervistata, il 5% in un altro Stato membro dell’UE e l’8% in un paese extra-UE.

Le categorie di lavoro di appartenenza degli intervistati sono prevalentemente: operatori sanitari, lavoratori edili, lavori correlati al settore alimentare (come cuochi, fornai, macellai, lavoratori di stabilimenti di trasformazione alimentare e lavoratori di punti vendita al dettaglio di prodotti alimentari).

Quasi il 70% degli intervistati sono lavoratori dipendenti con un contratto a tempo indeterminato, il 14,4% lavoratori autonomi e l’11,4% dipendenti con un contratto a tempo determinato.


NOTE

[1] Indagine sull’esposizione dei lavoratori ai fattori di rischio del cancro in Europa (WES),

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